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Titolo: cosasifa.it

Pubblicazione: Giornaliera

Direttore : Egidio Genise

Autorizzato con decreto del Presidente del Tribunale di Bergamo n. 33 del 11 Dicembre 2006

 
 

Otzi, l’Uomo di Similaun



Otzi, il corpo dell’Uomo di Similaun, fu ritrovato, casualmente, il 19 settembre 1991, in una zona di alta quota sulle Alpi Venoste, al di sotto del Similaun sul Giogo di Tisa, a poche centinaia di metri dalla stazione di arrivo della funiva, a Giogo Alto, è oggi conservato al Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano; a Madonna di Senales invece, a 1500 metri di quota, è l'Archeoparc, che offre numerose informazioni sull'uomo venuto dal ghiaccio.
La mummia dell’uomo di Similaun, si è conservata perché fu essiccata dal vento e dall’aria d’alta quota. Già mummificato, il corpo fupoi  sepolto da strati di ghiaccio. Fu per puro caso che la coppia Simon di Norimberga, vide una parte della mummia il 19.settembre di 25 anni fa, solo perché il ghiacciaio si era ridotto notevolmente per i caldi mesi estivi precedenti.
Il soccorso alpino austriaco liberò completamente dal ghiaccio la mummia e, dopo un primo tentativo fallito, riuscì a trasportarla a Innsbruck per identificare la salma. Pochi giorni dopo il prof. Spindler, dell’istituto di Preistoria e Protostoria dell’Università di Innsbruck, notò che l’equipaggiamento risultava essere di un’epoca preistorica.

Il vestiario, gli attrezzi e le armi furono studiati e restaurati al Museo Germanico di Magonza.
Scienziati di varie nazionalità e specialisti delle più diverse discipline si occuparono dell’analisi dei tessuti, mentre anatomo-patologi della clinica universitaria di Innsbruck avviarono un ampio programma di ricerche sulla stessa mummia, oggi, tutt’altro che concluse.
Sul corpo di Ötzi venne trovato del polline di carpino nero (Ostrya carpinifoglia): tale pianta teme il gelo e cresce a sud del crinale alpino; non solo, i  muschi rinvenuti accanto alla mummia e tra i suoi vestiti crescono solo al sud delle Alpi e di certo non in alta quota.
L’uomo di Similaun è oggi conservato, come detto, al Museo Archelogico dell’Alto Adige, uno dei più importanti di Bolzano, e sicuramente uno dei più visitati non solo dell’Alto Adige, ma anche d’Italia, proprio per la presenza di Otzi.
Ritrovato, come detto, nel 1991 sulle Alpi Venoste, al confine tra l’Italia e l’Austria, “l’uomo venuto dal ghiaccio” risale all’età del rame, più precisamente ad un’epoca compresa tra il 3300 e il 3100 a.C., conservatosi in straordinarie condizioni grazie alle particolari condizioni climatiche.
All’interno del museo, il corpo è custodito in condizioni ottimali per la sua perfetta conservazione: umidità al 99,6% e temperatura di -6°. La notizia del suo ritrovamento in breve fece il giro del mondo, così come le dispute tra Italia e Austria per il possesso del reperto.

Oltre Ötzi, il Museo Archeologico dell’Alto Adige può vantare diversi reperti archeologici di un certo interesse, che spaziano dal Paleolitico fino ad arrivare all’Alto Medioevo, in epoca carolingia. Un gran numero di modelli e di ricostruzioni dettagliate sono esposte all’interno del museo, che fa da teatro anche a numerose mostre temporanee, convegni e seminari sull’argomento.
Numerosi, poi, sono gli utensili qui esposti, che permettono di ricostruire la vita domestica delle antiche popolazioni dell’Alto Adige. Se siete amanti della cultura, insomma, non potrete evitare di visitare questo meraviglioso museo!
Dalla stazione, il Museo Archeologico dell’Alto Adige dista meno di un chilometro, ed è facile arrivarvi.
A Bolzano ci si può arrivare, in auto, sia da nord come da sud, tramite la SS12 e con l’autostrada A22 Brennero-Modena. Da Passo Resia, si può invdece arrivare con la SS38, proseguendo poi con la superstrada Merano-Bolzano.
Questi gli orari di apertura e i costo del biglietto d’ingresso:
martedì-domenica, dalle 10 alle18
Giorni di chiusuratutti i lunedì (tranne nei mesi di luglio, agosto e dicembre), il 1° maggio.
Prezzi9  euro adulti; 7, scolari, studenti e apprendisti sotto i 27 anni, over 65 e disabili; gratis sotto i 6 anni e per i possessori Museumcard o museummobil card.Per una panoramica completa sui prezzi, visitate la pagina:
www.iceman.it/it/prezzi
Tornando invece all’”ArcheoPark”, allestito a Madonna, in val Senales, è un museo con un’area all’aperto che si estende per 4.000 metri quadrati e presenta l’habitat di Ötzi, o meglio, quello che noi immaginiamo fosse il suo mondo.

Non si sa se l’Uomo del Similaun visse nella Val Senales, ma siamo certi che attraversò una parte della valle, entrò in Val di Tisa e morì sull’omonimo giogo.
Il progetto dell’ArcheoParc è stato realizzato dall’Associazione culturale di Senales, dal Comune di Senales e dal programma Interregio II della Provincia Autonoma di Bolzano.
Il museo e l’area all’aperto sono stati ultimati in pochissimo tempo e l’apertura è avvenuta il 16 settembre 2001.
La ricostruzione delle abitazioni neolitiche, gli steccati che circondano il complesso e il laghetto sono stati affidati all’ispettorato forestale di Merano.
Oggi è possibile, con una breve escursione, raggiungere il luogo del ritrovamento: a causa delle alte temperature di questi ultimi anni, il ghiacciaio che per migliaia di anni ha ricoperto il corpo di Otzi, si è ritirato e a segnalare il punto esatto in cui si trovava, è una piramide di pietre.

Nelle fotografie, dall'alto, il ghiacciaio, con a destra, il luogo del ritrovamento; sotto, una fase del recupero della mummia; la ricostruzione dell'aspetto di Otzi e, infine, qui sopra, la piramide di pietra che ricorda il luogo del ritrovamento: il ghiacciaio nel frattempo, si è ritirato di alcune centinaia di metri.

 


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